Sei proprio un bel tipo: l'importanza imprescindibile della fotografia nell'era del web

smartphone photo

Lo sviluppo incontrastato della fotografia
Potrebbe sembrare un luogo comune, ma da quando gli smartphone sono diventati uno dei centri di gravità permanente del nostro universo quotidiano, la fotografia è diventata un'arte a buon mercato. Intendiamoci, i fotografi professionisti esistono ancora, e le tecniche realmente complesse sono ancora appannaggio di una ristretta minoranza. Ma tutti, dentro, si sentono un po' fotografi, come se immortalare ogni istante del proprio vissuto quotidiano fosse diventata una patente di immortalitàmediatica. Ovviamente questo è stato aiutato, appunto, anche dai dispositivi elettronici preposti a queste funzioni, come smartphone e tablet, che con le loro fotocamere a risoluzione sempre più alta permettono degli scatti più che discreti. Altra questione importante che ha fatto perdere di valore la fotografia, ed ha fatto anche un po' smarrire il discernimento su quali siano gli attimi realmente importanti da catturare, è il costozero dell'azione: muovere il muscolo di un pollice per scattare non è faticoso, e in più la foto non si paga, non si stampa su un costoso e comunque limitante rullino, non necessariamente richiede un'attrezzatura apposita e può essere eliminata dalla memoria in qualsiasi momento.

Perché è così importante fotografarsi?

Se la fotografia nell'era del web ha assunto un'importanza così cardinale non lo si può imputare altri che agli stessi "fotografi". Le persone che fanno un massiccio uso di questo strumento, ovvero soprattutto i giovani e giovanissimi, sono forse oggetto di un colossale studio sociologico in corso, o potrebbero diventarlo presto: è interessante, infatti, osservare come l'importanza della fotografia su Internet abbia fatto perdere totalmente di vista la discrezione su quali momenti possano essere condivisi e quali altri, invece, debbano rimanere strettamente privati. Quante volte sarà capitato ad ognuno di noi di vedere nel web foto di persone corredate da descrizioni quasi grottesche come "backstage" di qualsiasi cosa, cerimonie incluse, dove lo zoom è sempre sul parente che si sta preparando e sul suo approccio alla vestizione, che dovrebbe rimanere più che mai intimo? Altre volte, senza rendersene conto, soprattutto i più giovani fanno un uso scorretto della fotografia per mostrare eventi della propria vita che un tempo sarebbero stati tenuti ben nascosti. Anche questo può sembrare un luogo comune, ma alcool, e faccende poco chiare vengono immortalate con leggerezza e molte risate, e conservate gelosamente nel proprio smartphone per farne futuro strumento di ricatto, oppure postate sui social senza chiedersi quali potrebbero essere le conseguenze.

Promozione di merci, promozione di persone
Su siti come ad esempio https://www.instagram.com/ la fotografia e il tam tam mediatico delle immagini ha importanza puramente commerciale. Non importa cosa si sta cercando di vendere, l'importante è farlo in modo convincente e innovativo. Questo implica che quasi tutte le marche e le aziende più importanti abbiano profili ufficiali su quei social che hanno fatto dell'immagine e della fotografia il centro della propria politica di condivisione, come Facebook, Twitter, il già citato Instagram o Snapchat. La promozione di merci e servizi raggiunge così il maggior numero di persone possibili, ma spesso sono gli stessi utenti che "promuovono" sé stessi, vendendo (anzi regalando) la propria immagine al mondo del web, per averne in cambio una moneta che attualmente rappresenta una della valute più forti del mondo: il like.

cloud facebook like

Follow me, like me, love me
Proprio il like, cioè la possibilità di essere visti e di ottenere approvazione dalla community, spinge soprattutto i giovanissimi a entrare nella spirale della foto-dipendenza, cioè della impossibilità a controllare il proprio istinto che suggerisce di postare sempre nuove immagini.
Il potere della fotografia come reperto artistico o pubblicitario lascia, quindi, spazio al compito che le persone, per lo più, delegano ormai a questa arte, ovvero il vecchio e buono "Caro diario...". La foto diventa un momento quotidiano di ciò che si è fatto o che si andrà a fare di lì a poco, termometro di ciò che ci piace e merita di essere "followato" (orrendo neologismo che sta per "seguito sui social") e di ciò che, invece, va oscurato dalla nostra vista perché proprio non merita un pollice in su. L'importante è essere divi del web, ed esserlo grazie a foto di tramonti, aperitivi, scarpe da ginnastica sudice, occhiali da sole, baci rubati o squarci di monumenti in bianco e nero, sennò vali meno di zero.

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